Marco Del Monaco










 


 

 

 

 

 

Io e Mescalito

Prologo - Ogni viaggio inizia col primo passo

Viandante sul mare di nebbia

Era il 1997, avevo 39 anni e gia' da un po’ di tempo avevo scelto di vivere a modo mio, infatti essendo una persona che da sempre ha avuto difficolta' nell’accettare regole ed orari, ogni anno lavoravo per un massimo di otto o nove mesi come libero professionista informatico e per il tempo restante oziavo o me ne andavo in vacanza.

Quell’anno come si suol dire avevo gia' dato e molto a parer mio, tra l’altro nel mese di Febbraio mi ero fratturato tibia e perone della gamba sinistra lanciandomi con il paracadute, quindi decisi che mi meritavo una vacanza di 80 giorni a Cuba paese delle fanciulle belle e disponibili e poi mi avevano detto che c’era anche il mare, quindi dovevo necessariamente, assolutamente, improcrastinabilmente, andare a verificare.

Comunque oltre a dedicare la maggior parte del tempo al divertimento avevo anche l’intenzione di fare qualcosa di costruttivo ovvero tentare di scrivere una storia di fantascienza intitolata “La Cupola” che avevo in testa dall’ormai lontano 1980 senza essere mai riuscito a metterla su carta.

Fatto sta che il 10 Ottobre montai su un aereo che in un batter d’ala mi porto' nell’isola caraibica, li' mi stabilii a “La Habana” dove i primi venti giorni passarono piacevolmente tra mojitos, mare, nuove amicizie e soprattutto la passione di una deliziosa giovane fanciulla di nome Janet che ogni notte mi uccideva dolcemente.

La dolce Yanet

Pero' per l’appunto sul finire della terza settimana cominciavo ad annoiarmi anche dell’angelica Janet ed ero un po’ deluso di me stesso perche' de “La Cupola” avevo scritto appena una pagina e mezzo e mi ero bloccato, cosi' pensa che ti ripensa, decisi di spararmi un giro in Messico, l’ultimo paese importante che mi mancava per completare la collezione dell’America Latina, l’obiettivo era di vedere le piramidi Maya, Azteche, Tolteche, Incas etc. e lo scrivo per secondo, pero' era il primo, fare la conoscenza con il signor “Peyote”, cosa che avevo in testa da circa tre anni, ovvero da quando un amico, collega di lavoro, nonche' personaggio interessante mi aveva raccontato la sua esperienza con Mister P e mi aveva indirizzato verso la lettura di Carlos Castaneda.

Caro lettore a questo punto tu ti domanderai: “Chi cavolo e' sto Coyote o Peyote ?”, e noi che siamo qui per questo te lo andiamo a spiegare, nei limiti delle nostre conoscenze.

Il Peyote o Mescalito (Pare abbia anche decine di altri nomi, quello scientifico e' Lophophora Williamsii) e' un cactus che cresce nelle zone desertiche d’alta quota, intorno ai duemila metri, il suo aspetto e' veramente dimesso perche' spunta appena dal suolo, la parte visibile e' piu' o meno rotonda, divisa in un numero variabile di spicchi ognuno dei quali ha uno o due  ciuffetti di peli a seconda della grandezza e poi c’e' un ultimo ciuffo piu' grande nel centro del Peyote stesso, la forma complessiva e' di un cono rovesciato di cui emerge solo la base per appena due o tre millimetri, il colore e' verde.

Il Peyote se ingerito, normalmente provoca delle alterazioni della percezione e del pensiero che in ogni soggetto possono manifestarsi in maniera differente, in poche parole stiamo parlando di una potente droga.

Questa pianta viene inoltre considerata una specie di chiave capace di aprire la cosiddetta porta della mente, attraverso questa porta la persona che lo assume si affaccia sul mondo di Mescalito (Il nome dell’essere che gli stregoni dicono viva nel Peyote) e viceversa Mescalito si affaccia sul mondo dell’uomo, qualcuno dice che una volta aperta, questa porta non si richiude piu' e da cio' dovrebbe derivare un vantaggio, ossia una maggiore sensibilita', capacita' di analisi e in generale una percezione piu' ricca dell’universo sensibile.

Vi siete mai chiesti perche' Jim Morrison e compagni scelsero di chiamarsi “The Doors”, fecero forse una passeggiata nel deserto Messicano ?

Che cosa dire ancora di Mescalito ? Si dice che quando decide di manifestarsi si possa presentare in forma di uomo, di bestia o di luce e la persona che e' sotto il suo effetto a sua volta puo' credere di essere un uccello, un serpente o l’animale verso cui il proprio inconscio e' piu' portato.

Vabbe'..... comunque adesso torniamo al mio viaggio.

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