Marco Del Monaco










 


 

 

 

 

 

Io e Mescalito

21 Novembre - Chichen Itza

Chichen Itza - Il castello

Quella mattina il pulmino che mi doveva portare a Chichen Itza, tardava in modo preoccupante, dopo quasi un'ora di attesa stavo quasi per chiamare l'agenzia per capire cosa stava succedendo, quando un signor che sembrava uscito dal set di un film western, cappello da cow boy, stivali a punta e cinta con borchie in tema con gli stivali, entra trafelato nell'hotel dicendo:

"Señor Del Monaco!?",

montiamo sul pulmino e via verso.....purtroppo un pullman piu' grande questa volta, dove trovo quaranta turisti inferociti per la lunga attesa che sarebbe durata ancora una mezz'ora perche' mancavano all'appello alcune persone, finalmente si parte ed istantaneamente mi rilasso cullato dal paesaggio verdeggiante e dalle parole della guida che attraverso un microfono ci parla, a tratti in Inglese ed a tratti in Spagnolo, di cio' che avremmo visto, delle precauzioni da usare salendo sulle piramidi, del ristorante etc., praticamente la sua voce ci accompagno' per tutta la durata del viaggio di novanta minuti.

Cosa volete che vi dica, forse sono uno che si stanca presto delle cose (Sicuramente !), fatto sta' che, sara' stata anche colpa della fastidiosa pioggerellina, (Pure meteoropatico!), la zona archeologica, di per se eccezionale mi provoco' nettamente meno emozione di quella del giorno prima, fondamentalmente credo perche' gli ingredienti del cocktail Chichen Itza erano piu' o meno quelli del cocktail Uxmal anche se distribuiti su di un area piu' ampia, anche li' c'era la piramide, il campo di FootHead ed altre costruzioni di minore spicco (Se mi sentisse un archeologo si rivolterebbe nel divano), infatti non tentai nemmeno la scalata della piramide di Kukulkan chiamata anche "Il Castello", anche se poi non volendo la scalai dall'interno chiamato da due splendide cozze Messicane, mie compagne di escursione, che mi invitarono ad entrare nella piramide per ammirare un paio di statue alle quali si arrivava attraverso una scalinata ovviamente ripidissima e per di piu' resa scivolosa dall'umidita' , comunque anche quella volta riuscii a salire ed a ridiscendere sano e salvo.

Solito ristorante dove mi autoinvito al tavolo delle cozze (Audace !), che pero' alla fine si rivelano simpatiche e mi fanno conoscere le specialita' della cucina nazionale: Tacos con carne e cipolla e la zuppa di lima, il tutto arricchito dallo spettacolo di due coppie di ballerini che danzavano con vassoi, bottiglie e bicchieri in equilibrio sulla cucuzza.

Parlando del piu' e del meno anche le cozze mi nominarono la regione di Oaxaca, "E se facessi un salto anche li' ?".

Sulla via del ritorno pensavo al mio appuntamento serale, arriviamo, saluto le cozze, hotel, doccia, taxi collettivo, posto pubblico per utilizzare Internet, messaggio di posta elettronica all'amico Antonio, taxi collettivo, ore 19:30, verra' o non verra', ore 20:00....

Mi guardo intorno ma l'amico non si vede, aspetto mezz'ora ed entro nel negozietto di amache per chiedere di lui, ma nessuno lo ha visto, poi una ragazza mi dice che e' suo fratello, poi non e' piu' suo fratello, alla fine mi fa':

"Ah! Andres lo psicopatico! Boh, non l'ho visto oggi!",

saluto, ringrazio, ritorno in strada ed aspetto fino alle 21:00 leggermente incazzato non tanto per la buca che era in preventivo, quanto perche' ero stato fregato da "Andres lo Psicopatico", ma alla fine digerii il boccone amaro ricorrendo a massime filosofiche del tipo: "Sono cose che succedono ai vivi." e "Un giorno si perde e l'altro si vince" e me ne andai a cena confidando nella vittoria dell'indomani.

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