Marco Del Monaco










 


 

 

 

 

 

Io e Mescalito

22 Novembre - Partenza per Palenque

Una compagnia di bus messicana.

Verso le 10:00 andai a comprare il mio biglietto per Palenque mia tappa successiva, dovete sapere che in Messico e' sviluppatissimo il trasporto via pullman e ci sono una moltitudine di compagnie in grado di offrire un servizio di lusso, ossia automezzi Mercedes nuovissimi con aria condizionata, sedili reclinabili, bagno, la possibilita' di riservare il posto che si desidera e a volte bevande e caffe' a disposizione nella parte posteriore del pullman, decisi di scegliere una di queste compagnie.

L'unico neo era che sarei partito soltanto alle 21:30, quindi lasciai l'albergo piu' tardi che potevo e col fido zainetto, mio unico piccolo bagaglio che mi permetteva di spostarmi agilmente, me ne andai in giro per Merida; arrivato nella piazza principale mi sedetti un poco a prendere il sole, guardando una bella turista dai capelli corti e neri e dal nasino a punta, probabilmente Americana, lei si accorse di me, mi guardo' qualche frazione di secondo e poi come fanno le ragazze serie (Che schifo), distolse lo sguardo, io ero tentato di abbordarla ma prendevo tempo, un po' perche' lei era accompagnata da una coetanea e da una signora anziana e la cosa mi intimidiva e poi pensavo che quella sera sarei partito, quindi quell'ipotetica storia avrebbe avuto un futuro perlomeno incerto, poco dopo inizio a piovere e lei si allontano' per andare a ripararsi sotto i portici al lato della piazza, cosa che feci anch'io, ma arrivato li', tra i due istinti primordiali Sesso e Nutrizione, prevalse squallidamente il secondo e piu' facile da soddisfare e cosi' mi sedetti ad un tavolo di un ristorantino guardando tristemente la pioggia che nel frattempo aveva preso a scendere sempre piu' fitta.

Quando terminai di mangiare aveva smesso di piovere e continuai ad andarmene in giro a casaccio scoprendo che Merida e' una citta' veramente incasinata soprattutto a causa della sua struttura coloniale troppo angusta per le esigenze di fine millennio, la sensazione che provavo era di sentirmi sommerso da macchine, camion, rumore infernale e milioni di presenze subumane nell'eterna e quotidiana lotta per la sopravvivenza, quando ne ebbi le palle piene, dopo essere ritornato un paio di volte sul luogo del delitto della sera prima, per vedere di beccare lo psicopatico che chiaramente non c'era, lentamente me ne andai verso la stazione dei pullman dove mi sedetti e per ammazzare il tempo cercai di portare avanti "La cupola" ma la mia penna aveva litigato col foglio su cui avrebbe dovuto scrivere, in ogni modo faticosamente tra un annuncio di una partenza e l'altro arrivo' anche l'ora del mio pullman.

Vai all'indice di "Io e Mescalito"